Gruppo Frescanti di Pordenone

ovvero: l' affresco ha anche bisogno di Gruppo


Cresciuti alla scuola di Vico Calabrò, alcuni sconosciuti, senza saper niente l'uno dell'altro, saldano un'amicizia la cui colla è la passione per quest' arte difficile ed ormai rara.

Dopo alcuni incontri, dove nasce la voglia di esternare questa passione, qualcuno lancia un' idea ambiziosa e azzardata, ma per niente impossibile.

Chiaccherando amabilmente  esce la notizia che il Giro d'Italia farà tappa nel Friuli ed esattamente a Cordenons. 

Qual occasione migliore per un lavoro d' équipe? Tanti di noi l'affresco l'han fatto solo da soli, quindi ci vuole qualcosa di grande!

Ma dove?

Perlustriamo la piazza principale individuando più aree dove un affresco si presterebbe ad arricchire il patrimonio pubblico.  

E la scelta cade sul Municipio.

 

Un edificio moderno, in cemento (arricciamo il naso poichè tale materiale è incompatibile con le esigenze materiali dell'affresco)... ma tra di noi ci sono esperti decennali di muri e la cosa, dopo accurato studio, si può superare.


Ora, individuata la superficie, è necessario proporre qualcosa di consono, di adatto ad un edificio di tale valenza, non banale e neppure solo decorativo.

E qui si attivano i cervelli.

Capire cos'è Cordenons, frugare nella sua storia, nella personalità di un popolo, trovare quello che contraddistingue il territorio.

Mica facile!

Nessuno è del luogo e ci affidiamo a dei testi di storia locale, al web e al confronto delle idee di ciascuno.

Escono alcuni bozzetti ricavati da questo brainstorming.

 

Viene quindi scelto ed elaborato  un bozzetto che raggruppi quanti più simboli possibili.

Anche qui il lavoro di gruppo ed individuale è stato determinante per scremare ed arrivare ad un bozzetto che rispondesse quanto più possibile al progetto.

Telefonate, contatti, incontri con la committenza per alcuni; preparazione di preventivo, relazione tecnica, calcoli, elenco materiali con studio preliminare per la superficie e staticità dei pannelli per altri. 

Infine proporre il tutto al Consiglio comunale...


 

Subito l'idea è stata accettata!.. e viene assegnata la metratura dell'affresco.

Subito dal bozzetto si comincia a preparare il cartone. Sarà a grandezza naturale e il laboratorio che lo ospita è perfetto!

 

Oltre alle linee, che dovranno essere equilibrate e ristudiate in base alle nuove misure, anche i colori dovranno essere decisi. E le pennellate. E la tonalità. E gli spazi che, da piccoli in bozzetto, saranno ingigantiti.

Quante ore... e giorni!  E corse per raggiungere il laboratorio! E confronti! E risate per togliere stanchezza e tensione! Ed assaggini di cose deliziose per ristorarci!


Mentre il bozzetto va avanti, anche l'impalcatura e la preparazione del muro prosegue a Cordenons!

I materiali saranno quelli scelti dai frescanti, perchè l'affresco esige materia di prima qualità e soprattutto prodotta da chi conosce quant'è preziosa la calce naturale facendo  tesoro di ciò che ha superato i secoli e  rende, freschissima, ai nostri occhi ancor oggi, la pittura di antichi colleghi.

 

E si inizia! 

Pigmenti, acqua, malta fina.

Si decide la "giornata", cioè la stesura di tonachino che si riuscirà a dipingere in breve tempo, prima che il muro si asciughi.

Qui importantissima sarà la sinopia e il ricalco.


ricalco dalla sinopia

lavoro "a giornate"


Bello è il lavoro sui ponteggi!

Bello lavorare fianco a fianco, poi allontanarsi e decidere come amalgamare il lavoro di mani e stili diversi.

Qui lavora lo Spirito, un vento che soffia e avvolge il gruppo, che unisce ed spira pur non essendo composto sempre dalle stesse persone! Le decisioni sono una lima che leviga i singoli caratteri e metodi per crearne uno comune. 

E il tempo trascorre bene e viene presto sera con la prospettiva di un giorno ancora sul cantiere.

impalcatura

fotografia

lavoro terminato


Ma il tempo stringe e il tempo atmosferico ci aiuta.

L' umidità giova al lento asciugamento del muro che agevola una giusta carbonattazione.

Questo fenomeno è importante perchè permetterà la formazione di un velo vitreo che racchiuderà i pigmenti inglobati dall'intonaco e sarà garanzia di durabilità nel tempo.

 

Sotto le impalcature la Committenza comincia a diventare impaziente. Siamo giusti nei tempi, ma la curiosità esige la conclusione... d'altronde, anche noi, chiusi nelle strette tavole, il lavoro complessivo non riusciamo a vedere. 

 

Un fotografo amico si affaccia spesso, salendo i tre piani dell'impalcatura, ad immortalare i passaggi di questa tecnica tanto conosciuta - perché disseminata su tutto l'italico suolo - ma altrettanto sconosciuta nella sua esecuzione. 

E arriva il momento che l'impalcatura non serve più. 

E corri a vedere, finalmente liberato, l'affresco inserito nella facciata.

E parcheggi lontano in modo da camminare a naso in sù per zoomare pian piano, passo passo, per gustare l'effetto complessivo del lavoro.

 

E finalmente vedere gli altri del gruppo che si gustano con te il lavoro preparato lungamente, lì appeso, sapendo che diverrà  patrimonio della cittadinanza e promozione dell' affresco:".. è più dolce e il più vago lavorare che sia" (Cennino Cennini).