Beato Angelico

Convento di San Domenico - Fiesole


Il 18 febbraio ricorre la festività di Giovanni da Fiesole, detto Beato Angelico.

Agli Artisti, e in special modo ai frescanti, è stato assegnato questo umilissimo frate come patrono da Papa Giovanni Paolo II nel 1984.

Indagando con cura del perchè di tale scelta non resta che esserne onorati.

Infatti Giovanni da Fiesole dipingeva con estrema attinenza alle Scritture, facendo sì che lo scopo delle immagini non divenisse motivo di preghiera. Operava in umiltà, ben sapendo che il suo lavoro era rivolto allo sguardo spesso di un solo frate (nelle piccolissime e spoglie cellette). Usava poveri e rari pigmenti e un tratto pulito, preciso e guidato dal sentimento.

 

Il massimo dell' aspirazione a cui dovrebbe tendere un artista.

Di esempio è la Crocefissione nel capitolo del Convento di S. Domenico che ho avuto il privilegio di contemplare, proprio nella ricorrenza a suo ricordo, in compagnia del mio Maestro Vico Calabrò.

Il Cristo, che da solo misura 1,70, riluce di quasi sola calce naturale. Lo sfondo ricorda che "si fece buio su tutta la terra".

Il cartello è scritto, come doveva essere per volere di Pilato, in ebraico, greco e latino.

Il capo chino in avanti a segno di accettazione libera e compostezza regale, come il corpo senza quasi segni di violenza.


Nello stesso Capitolo si trova quella che, per una sorta di miracolo, è la sinopia di Beato Angelico.

Infatti è uno strappo d' affresco che non si sarebbe mai scoperto se non fosse stato tolto dalla sua posizione originale per l' aggiunta del porticato del Convento. Era ben nascosta sotto un restauro di ben poco pregio, ma la storia raccontava che era di origine un po' più nobile di quello che si poteva vedere. Infatti, dopo il primo strappo della superficie (che si può vedere a fianco della sinopia), si rivela il segno sicuro di Giovannino che tracciava la forma della Madonna Benedicente.

Bella la descrizione della nostra guida che racconta che qui la Madre sta insegnando a Gesù il gesto del benedire.

 

Un piccolo foro, una scheggiatura sopra la manina del Bambino, sta ad indicare dove forse era stato piantato un gancio per sorreggere una lampada, perchè la pittura era alterata dalle intemperie.